RASSEGNA STAMPA DEL CHI GUNG CENTRE

ARTICOLI PUBBLICATI - 7

L'ESPRESSO n. 43, 24 ottobre 2002

Ba Gua Zhang
l'arte marziale di adattarsi
di Victor Clari

Dicono che il Ba Gua Zhang sia concepito per combattere otto avversari in una volta. Il che fa venire in mente le strabilianti scene della New age dei kung fu movies. Quei film, come il Ba Gua, s'ispirano al Tao, filosofia cinese basata sull'equilibrio tra yin e yang, i principi opposti e complementari che generano l'armonia nell'universo. In particolare agli aspetti magici del taoismo: la ricerca dell'immortalità, della potenza assoluta. Che a loro volta derivano dall'I Ching, metodo di divinazione elaborato tremila anni fa e divenuto modo di pensare, agire, lottare. Il Ba Gua é un'arte taoista pura, che compone i suoi movimenti seguendo gli otto trigrammi, simboli base dell'I Ching.

Detto così suona molto esoterico. In effetti il Ba Gua è una disciplina complessa. In compenso è altrettanto affascinante ed efficace. La sua essenza sta tutta nel senso del "cambiamento": un praticante di Ba Gua è in grado di cambiare posizione e movimenti per reagire istantaneamente a ogni situazione. Fisicamente si concentra sullo sviluppo di forza ed elasticità, psicologicamente induce a uno stato di consapevole rilassamento.

La sua particolarità tecnica può essere riassunta nel termine "circolarità": non c'è movimento che non possa essere ricondotto a un cerchio, una torsione, una curva, in continuo movimento. E si comincia proprio così: camminando in cerchio. Ottima occasione per sperimentare il Ba Gua è il corso organizzato dal 3 al 6 gennaio nel ritiro di Campana, paesino tra le colline del Mugello (in provincia di Firenze) sotto la guida del maestro Andrew Lynch (alloggio in camere da 2 a 6 letti; costi indicativi da 300 euro; informazioni: Chi Gung Centre, tel.: 329.2317771; www.chigung.com).

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